Archivi del mese: maggio 2008

Bulli, gang e neuroni

Dice che a Viterbo bruciare i capelli di un compagno con l’accendino possa essere una sorta di rito iniziatico praticato dai “bulli” di una scuola media per stabilire chi debba essere degno di stare dentro e chi no. Del resto dice anche che a Verona la banda di giovinastri che ha ucciso a pugni e calci un loro coetaneo, appartiene al ben noto fenomeno delle gang giovanili presente a tutte le latitudini e probabilmente molto antico. 

Però i riti iniziatici, per definizione, sono destinati agli iniziati e agli iniziandi, dunque se si riprende con il telefonino una qualche sevizia perpetrata ai danni di un malcapitato e poi il filmato gira per tuta la scuola o finisce su Youtube, cosa cavolo centra con le iniziazioni, per loro natura sempre riservate e segrete? E cosa cavolo centrano le gang di Chicago che si fanno la guerra tra loro per il controllo di una porzione ridicola di territorio degradato e i Naziskin di buona famiglia che brutalizzano il prossimo in nome di una ideologia che pretendono essere buona al punto da essere imposta al mondo intero?

Niente. Un accidenti di niente. E i discorsi che circolano in proposito sfiorano fin troppo l’idiozia.

A meno che.

A meno che il rito iniziatico non consista nel bruciare capelli, ma nel riprendere l’atto per pubblicarlo. A meno che la gang giovanile con svastica tatuata non cessi di essere una semplice gang perché qualcuno la sdogana dai bassifondi culturali e la promuove a movimento politico. E allora, che ci sarebbe da stupirsi? Se ciò che conta è andare in onda, è ovvio che degli adolescenti con non più di tre neuroni attivi nella scatola cranica si prepararino con molto anticipo al casting del Grande Fratello, oppure a infrangere qualche primato idiota per entrare nel Guinnes. E se ciò che conta è urlare la propria verità evitando accuratamente di ragionarci attorno, è ovvio che una banda di giovani che abbiano da tempo messo in pensione ogni attività cognitiva, si preparino ad essere partecipanti attivi e sbraitanti di qualche talk show dove faranno le medesime cose, salvo evitare di ammazzare qualcuno.

La cosa francamente insopportabile alla fine di tutto ciò, è che dovremo pure sorbirci le litanie mai esauste sulla necessità di educare in nostri figli, se non vogliamo che finiscano così. Magari con una buona iniezione di valori, di quelli veri, dimenticando che i valori non si raccontano, si praticano. E quelli praticati in modo diffuso sono esattamente quelli che gli stupidi di Viterbo come gli assassini decerebrati di Verona, hanno imparato e seguito diligentemente. Sicchè alla stupidità degli eventi, siamo costretti ad aggiungere la stupidità dei giudizi.

Forse, se proprio vogliamo dire qualcosa di rivoluzionario, la questione di fondo è che il valore primo e irrinunciabile cui ogni intenzione educativa dovrebbe tornare, è il valore del pensiero critico. Come dire che se vogliamo invocare in modo sensato l’intelligenza dell’educazione, occorre che pratichiamo sino all’ultimo respiro un’educazione all’intelligenza.

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L'Eticometro

Una sera in tivvù. Non importa quale. Trasmissione di approfondimento, una qualsiasi, di quelle con ospiti in sala e conduttore che dirige il traffico. Uno degli invitati, personaggio famoso e discusso, urla e sbraita contro tutti, copre con la sua voce le parole degli altri, impedisce al conduttore e a due ospiti di parlare, di portare a termine un qualsiasi ragionamento, insultandoli sfacciatamente. E dove sarebbe la novità? Ecco, appunto, non c’è alcuna novità, tutto normale, spettacolo visto e rivisto innumerevoli volte. Perché parlarne allora? Perché è ora di dire qualche parola in proposito. 

Dunque, l’Individuo Sbraitante, direi che possiamo considerarla una categoria sociologica e attribuirgli per questo le maiuscole, esprime un modulo comportamentale tipico degli Individui Sbraitanti: insulta dando del tonto e del bugiardo a un suo simile (si noti la mancanza intrinseca di logica: se uno è bugiardo di solito è furbo e non può essere tonto) accusandolo di mancare di rispetto. Capito il loop? No? certo, siamo talmente abituati a simili evoluzioni retoriche che rischiamo di non vederle nemmeno. Allora, la struttura del comportamento è più o meno questa: ti accuso di fare una cosa facendo la stessa cosa di cui ti accuso. E’ come dare dell’isterico a qualcuno urlando e agitandosi in modo incontrollato, di accusare a suon di sberle il proprio prossimo di essere violento o di essere arrogante e prevaricatore impedendogli di parlare. Succede spesso, è nella natura degli esseri umani produrre moduli comportamentali al limite del paradosso. È per questo che esistono la Logica e l’Etica: la prima per cogliere la falsa razionalità dello Sbraitante, la seconda per poter giudicare sbagliati e riprovevoli comportamenti di questo tipo.

Ma sembra che Logica ed Etica non alberghino nelle trasmissioni televisive. E questo è il vero problema. In verità il conduttore e gli ospiti insultati nel caso specifico hanno mostrato una dignità considerevole. Il conduttore ha tentato pacatamente di trattenere la discussione sul tema che lo Sbraitante ovviamente continuava a rimuovere per parlare di quello che voleva lui, e l’insultato ha dato prova di un sangue freddo assoluto non replicando mai al suo aggressore anche quando da casa il desiderio era che si girasse e lo prendesse a schiaffi. Ma può bastare? No che non può bastare. Uno grida, prevarica, insulta e tutti gli altri lo lasciano fare senza reagire, aspettando che sbollisca da solo. È giusto? No. Non mi pare fossimo in una psicoterapia di gruppo nella quale uno dei pazienti può ben dare fuori di matto e tutti gli altri lasciano che passi la buriana. L’Etica implicita in una scena del genere è che chi più urla più prende: si prende più tempo, più visibilità, più potere e, soprattutto, si prende la libertà degli altri che sono costretti a tacere. Certo, gli altri vincono alla grande in Dignità, ma la dignità in assenza di libertà e della capacità di difenderla, è una virtù da schiavi.

In certe trasmissioni televisive ci vorrebbe un Eticometro. Un marchingegno in grado di misurare in tempo reale il livello etico di un comportamento manifestato e spararlo su un display gigante. Urli? -10 punti. Urli un’altra volta nonostante un richiamo verbale esplicito? -50 punti. Insulti qualcuno? -100 punti. Lo insulti facendo la stessa cosa di cui lo accusi? -500 punti. E accanto il Convertitore che trasforma i punti in meno in minuti, ore, giorni di espulsione dalle trasmissioni televisive. Da tutte le trasmissioni televisive. Sarebbe bello eh? No, in fondo è un’idiozia, li sento già quelli pronti a sostenere che così facendo ogni discussione televisiva diventerebbe in poco tempo bacchettona e noiosa all’inverosimile. E l’Audience, si sa… Ma in fondo, è vero, gli Sbraitanti potrebbero anche avere una funzione e farli sparire potrebbe rivelarsi un errore. Quale funzione? Quella di far esercitare a tutti gli altri il diritto di difesa. Purchè questo diritto venga stimolato e promosso.

Esattamente quello che non è successo nella trasmissione dell’altra sera. E in tutte le trasmissioni consimili. Proviamo a sognare cosa potrebbe accadere la prossima volta che un IS irrompe sulla scena offrendo l’occasione per praticare esercizi di Etica. Immagino il conduttore che lo invita ad abbassare i toni, pacatamente ma con determinazione. Lo vedo guardarlo negli occhi, con le telecamere che passano dal suo sguardo deciso e calmo al fare scomposto dello Sbraitante. Lo vedo ripetere una, due, tre volte l’invito e poi chiedere alla sicurezza di accompagnare fuori dallo studio il recidivo. + 1000 punti! Vedo anche l’insultato che, in modo composto, chiede al conduttore di intervenire per ridurre alla ragione lo Sbraitante, lo vedo ripetere una, due, tre volte la richiesta e poi, eventualmente, lo vedo alzarsi, guardare in camera e, chiedendo scusa ai telespettatori, dichiarare l’impossibilità per se stesso di restare a fianco di chi continua a insultarlo, uscendo subito dopo dallo studio, seguito dagli applausi del pubblico. + 10.000 punti!! Vedo il pubblico all’unisono che si alza e se ne va dichiarando per bocca di qualcuno che non può restare ad assistere agli insulti dello Sbraitante perché restare significherebbe esserne complici. +100.000 punti!!! Vedo infine lo Sbraitante che si aggira smarrito nello studio vuoto, senza audio e con la scritta in sovrimpressione che scorre avvertendo i telespettatori che il signore rimasto solo in video aveva voluto tutto per sé il dibattito e la regia, in accordo con conduttore, ospiti e pubblico, ha deciso di lasciarglielo. +1.000.000 punti!!!!!

Ecco, così vorrei una trasmissione televisiva, e sarebbe anche eccitante. Chi ha detto che solo la maleducazione fa spettacolo…?

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