Indicare e percorrere

Sono interessanti alcuni commenti al post sull’indicare vs l’additare. Qualcuno giustamente fa notare che non è carino additare gli additatori, nel senso che stigmatizzare un comportamento con il medesimo comportamento è un po’ paradossale. Concordo e chiedo scusa per lo scivolone. Che del resto dimosta esattamente ciò che volevo dire con il post: la pratica dell’additare è la più facile e trama sempre dietro le spalle di ognuno di noi. Anche di chi cerca di tenersene lontano. Dunque, stiamo all’occhio.
Altri mostrano, e gli sono grato, che la prospettiva dell’indicare può essere variamente interpretata. Com’è che dovremmo preferire tutto ciò che potremmo avere subito rinunciandovi alla sola prospettiva di avere qualcosa di, forse, meglio un domani non ben precisato? Effettivamente questa pare essere una pratica dell’indicare piuttosto radicata nella nostra memoria. Ma non è quella che cercavo, appunto, di indicare.
Ne approfitto allora per proporre una distinzione, tanto per capirci, tra l’indicare una meta e l’indicare una strada. Ovviamente propendo per la seconda. Poi vi è l’indicare una strada per arrivare a una meta e l’indicare una strada da percorrere, semplicemente. Anche qui scelgo la seconda. Infine si può indicare una strada da percorrere stando fermi o indicarla percorrendola. Anche qui, scelgo la seconda. Mi spingerei a sostenere, che queste tre scelte dell’indicare sono proprie di chiunque, nella nostra memoria e nel nostro immaginario, definiamo Maestri.
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6 commenti

Archiviato in Cronache Pedagogiche

6 risposte a “Indicare e percorrere

  1. Anonymous

    io devo per forza quella delle domande un pò sceme, ma tant’è … devo provare a montare e smontare le cose…leggendo il post mi sono chiesta se alle volte non sia necessario limitarsi ad indicare una meta lasciando che le strade o i sentieri si “costruiscano percorrendoli” (come recita -più o meno – il titolo di un libro). diciamo che indicare una meta può essere lecito se l’altro è sufficientemente pronto per farlo?forse perchè immagino che altre e nuove strade possano essere costruite.forse perchè immagino la strada come un sentiero sicuro e rodato, conosciuto e riconoscibile ma “dato” ..????

  2. Igor Salomone

    non vedo il problema, se è suffciente questo va bene questo. Ad altri invece può servire di percorreela insieme. Non stavo parlando di ciò che si deve fare, ma indicando delle possibilità. E soprattutto parlavo di responsabilità. Perchè chi addita, di solito, nasconde poi la mano. Tutto qui.

  3. Anonymous

    “Mi ricordo di discorsi belli tondi e ragionevoli”Mi sembra che in questo momento gli additatori non stiano nascondendo la mano, se il riferimento rimane al grillismo…Certo peccando di qualunquismo e di analisi frettolose e un po’ populiste, senza tener conto della complessità del nostro sistema…ma una doccia fredda fa bene a tutti e credo che i “docciati” abbiano strumenti dialettici e competenze comunicative sufficientemente adeguate per rispondere e ridimensionare il fenomeno.Forse un po’ tutti stiamo aspettando che lo facciano “responsabilmente”.Franci (giusto per dire che non nascondo la mano)

  4. Igor Salomone

    Francesca, facciamo un esempio. Se sostengo che il finanziamento ai giornali va abolito perchè i giornali si devono sostenere con i soldi dei lettori e non mangiarsi i soldi di tutti, sostengo in pratica e nell’ordine: a) che l’informazione è un bene che deve sottostare alle leggi di mercato b) che chi ha i soldi suoi ha diritto a pubblicare c) che le idee delle minoranze non ricche non hanno diritto di circolare sulla carta stampata. E lo sostengo senza dirlo. QUESTO è nascondere la mano.

  5. Anonymous

    é vero. ho sbagliato io… pensavo ad un riflesso più educativo tra indicare mete e percorrere strade … e meno sociopolitico. me ne scuso

  6. Anonymous

    Sì certo, è proprio a quello a cui mi riferivo parlando di analisi frettolosa…però credo che i soggetti deboli possano trovare delle controproposte che tengano conto dei loro vincoli economici per esistere senzà però dover alimentarsi di quel marasma distributivo!Insomma più trasparenza per i finanziamenti, più chiari i criteri di distribuzione…Credo nella potenza di una comunicazione interazionale tra ciò che è stato sino a d’ora e ciò che potrebbe essere, tenedo insieme dubbi, esigenze e intelligenze.E credo che in questo particolare momento storico ogni faziosità potrebbe essere transitoria…Franci

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